2012 Ignore List

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Mancano pochi giorni all’Anno Nuovo( lo scrivo maiuscolo in segno di rispetto, visto  che è l’ultimo) e io mi voglio portare avanti con i BUONI PROPOSITI:

il motto del 2012 sarà

POCHI MA BUONI

e la mia IGNORE LIST è dedicata ( con amore♥) a:

- il mio conto perennemente in rosso

- i vari stronzi, ingrati, opportunisti ( anche quando sono parenti stretti)

- le mie paranoie ( quì la vedo grigia)

- le aspettative degli altri quando non coincidono con le mie e mi rallentano l’andatura

Magari mi ricorderò anche di postare i progressi, non si sa mai.

DISCESA LIBERA

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Come da titolo.Appunto.Va bene il downshifting, va bene l’orto, la pasta fatta in casa, va bene il decluttering,le palline dell’albero fatte con la cartapesta ( che è anche un ‘attività divertente), va bene cambiare tariffa telefonica e starci più attenti, va bene ridurre i consumi al massimo, fare meno spesa e cercare di consumare tutto ma proprio tutto quello che c’è già nel frigorifero, evitare di cenare fuori ,non comprare giornali, lesinare sui libri, sui vestiti, sulle scarpe, sul parrucchiere,sul make up,sull’estetista….ma quì più che scalare marcia siamo IN DISCESA LIBERA.

Nessun sacrificio, nessun taglio, nessuna modifica allo stile di vita è MAI sufficiente per arrivare a fine mese non dico con 100 euro che avanzano, ma nemmeno in PARI.

“Scalare marcia” , sia nella sfera pratica che in quella psicologica, è una gran cosa: significa ristabilire delle priorità, smettere di preoccuparsi per ciò che non possiamo gestire o cambiare e indirizzare le nostre energie in modo più sereno e preciso verso scopi che si fanno di volta in volta più chiari.

E’ come trovarsi all’inizio di una strada invasa da oggetti, forme e pensieri e fare piano piano piazza pulita del superfluo, infilare nello zaino le cose che sono davvero importanti ed ESSENZIALI e trovarsi finalmente di fronte a un percorso ben definito: non sai quanto ci metterai a percorrerlo, o quali ostacoli incontrerai dopo la prossima curva, ma sai che almeno puoi cominciare a incamminarti per il sentiero e ti rendi conto di quanto sia colmo di significato l’ANDARE, più che l’ARRIVARE.Pensi che forse l’arrivare non esiste nemmeno e che la vita si risolve tutta in un avventuroso, pericoloso, splendido ANDARE.

Imparare a delegare, a “sticazzare”, a DEDICARE IL PROPRIO TEMPO a se stessi( e di conseguenza ai propri cari)senza sensi di colpa, trovare il coraggio di attuare piccoli o grandi cambiamenti lavorativi, capire che i soldi spesso se ne vanno in acquisti inutili, che ci sono BENI COMUNI che vanno SALVAGUARDATI, impegnarsi affinché la propria personalissima GOCCIA gettata nell’oceano sia il più limpida possibile…..sono tutte cose che colmano di senso la quotidianità….e vanno benissimo, una volta preso il sentiero lasciarlo viene difficile.

PERO’ mi accorgo che la parte di NECESSITA’ che motivava il mio “scalare marcia” sta prevalendo pericolosamente su tutto il resto. Questo vale per me e per milioni di altre persone (MESSE ANCHE MOLTO PEGGIO DI ME ) che nonostante gli SFORZI  e i SACRIFICI non riescono ad arrivare a fine mese.E NON ARRIVARE A FINE MESE significa che

( SPIEGHIAMOLO BENE QUESTO CONCETTO, TANTO ABUSATO CHE , NEL LEGGERLO, NON NE COGLIAMO PIU’ LE REALI IMPLICAZIONI)

quanto si avvicina il 20 cominci a non poter più fare la SPESA, a  ridurre le porzioni nei piatti ( le tue, perché ovviamente quelle dei bambini sono sacre), a sperare che la benzina sia sufficiente per tirare almeno la settimana successiva, che nessuno si ammali perché hai finito il Fluibron, la soluzione fisiologica, il Nurofen, le supposte di Sanipirina o il Moment.

I tuoi progetti economici non sono più rivolti al risparmio, MA ALLA SOPRAVVIVENZA.

L’avanzo non è più contemplato, ma se arrivi a fine mese in pari ( e in pari vuol dire 0 Euro sul conto corrente) allora ti scappa un sorriso compiaciuto.Da lì ricomincia l’avventura per arrivare a ZERO anche il mese successivo.

Non sempre ci riesci,a volte vai “sotto” e il vero problema è che per tornare a zero ci metti MESI, anche se lo scoperto è minimo, perché le entrate sono sempre le stesse e le uscite invece VARIANO.E non variano perché sperperi, ma perché ti si rompe l’aerosol, perché c’è il bollo o l’assicurazione dell’auto da pagare, perchè devi correre dal dentista a togliere il dente del giudizio.

E certo che ogni tanto ci metti del tuo, compri qualcosa ai bambini o li porti da qualche parte, certo che esci e vedi gente, certo che non sei a casa vestita di stracci come Cenerentola a parlare coi topi e i tuoi figli hanno tutto quello che di cui hanno bisogno e sono lavati , vestiti e profumati e non gli fai mancare nulla e mai lo farai.MA è ALTRETTANTO CERTO CHE NON E’ GIUSTO CHE LAVORARE NON BASTI, CHE RISPARMIARE NON BASTI, CHE SACRIFICARSI NON BASTI.

Ecco di cosa ho paura, per me ma anche per tutti gli altri: che lo scalare diventi rotolare giù.

LA SAGA INFINITA DE “IL METODO STICAZZI!”

“Il metodo” mi ha insegnato qualcosa fin dalle prime ore della sua comparsa nella mia vita: infatti, dopo avermi deliziato con la lettura di sole due pagine,si è dileguato sotto il letto di un albergo di Roma e si è fatto dimenticare là, a 600 Km da casa.

Me ne sono resa conto solo in aeroporto, quando l’ho cercato in valigia per ingannare il tempo mentre ero in fila per l’imbarco.

Visto che l’aereo era in ritardo  e l’avere dimenticato il libro in albergo mi scocciava alquanto, ho deciso di ricomprarlo subito e mi sono FIONDATA nella libreria dell’aeroporto.Una volta atterrata (letteralmente, avevo anche il fiatone) di fronte  all’occhialuta commessa, le ho chiesto ” Avete il Metodo Sticazzi?”…lei mi ha guardata come si guardano le mucche al passaggio a livello…ossia con un ‘espressione fra il basito e l’assente…quindi mi sono sentita in dovere di spiegarle che no, non la stavo prendendo in giro, e per provarle la mia buona fede le ho detto il nome dell’editore, le ho consigliato di cercare il libro su internet se non mi credeva…. ma niente, è riuscita soltanto a dirmi che non l’aveva e me ne sono tornata alla mia fila a mani vuote…pensando

Sticazzi, lo riordino su BOL

Il giorno seguente ho cercato di riordinare il libro su bol ma non prendeva più la mia carta tasca ( sono finiti i soldi….MA DAI???? OCCCHESTRANO!)….e  ho pensato “

Sticazzi, lo compro in libreria

quindi ho telefonato e visitato tutte le librerie del circondario ma NESSUNO aveva mai sentito parlare del libro!

L’insegnamento che il Metodo voleva impartirmi cominciava ad essere pesante….tutto questo portare pazienza andava ben oltre le mie possibilità!

Nonostante le avversità mi sono sforzata di pensare

Sticazzi, ricarico la carta e lo ordino su BOL, anche se ormai la settimana è finita e arriverà dopo il week end….

In quel mentre il destino mi è venuto in aiuto e mi sono aggiunta all’ordine che stava facendo su BOL il mio compagno….et voilà!

La settimana successiva il libro era di nuovo nelle mie mani.

CHE DIRE?

Prima ancora di averlo letto avevo già imparato qualcosa! Cosa si può volere di più da un libro??????

Per il resto….leggetelo.

E’ divertente, si legge in fretta, si può rileggere al bisogno e riscaldato sul calorifero prima dell’applicazione è un ottimo rimedio per il mal di testa.

Tenerlo in borsa e sbirciarlo ogni tanto durante una lunga giornata di lavoro allevia lo stress quotidiano.

Visualizzare mentalmente alcuni passaggi è utile per sopravvivere in situazioni limite in cui l’unica soluzione vi sembra quella di correre nudi per la strada urlando come pazzi al solo scopo di farvi internare in qualche istituto e porre fine alle vostre sofferenze.

Un mattino il mio figlio più piccolo si è svegliato, ha visto il libro sul comodino e mi ha chiesto ” Bello, mamma!Hai comprato un libro di supereroi??!!”.

Quasi,amore,quasi!

ESERCIZI QUOTIDIANI PER VIVERE MEGLIO

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Esercizio n.1: LO STRETTO INDISPENSABILE.meno parli meglio stai.Meno sanno meglio è.Meno spieghi meno devi discutere,difendere, giustificare.
Esercizio n.2: IL VAFFANCULO A IMPLOSIONE, ovvero ” come riuscire a mandare mentalmente affanculo gli altri senza che la mimica facciale vi tradisca”
Esercizio n.3: EZIOLOGIA DEL PETTEGOLEZZO:La gente cammina perchè ha le gambe, si pettina perchè ha i capelli, parla perchè ha la bocca.E’ una questione fisiologica.

Questo assunto ci porta dritti ad un altro: qualunque cosa diciate, facciate, pensiate,sarete sempre e comunque oggetto di una critica da parte di qualcuno.(e questo ci rimanda all’insegnamento dell’ esercizio n.1)

Esercizio n.4: LA POTATURA.Inutile sprecare tempo per accontentare tutti: scegliete 5 persone a cui volete davvero bene (ovviamente reciproco) e dedicate a loro le vostre energie.Considerando che la prima di queste 5 persone SIETE VOI, ve ne rimangono solo 4.

Per tutti gli altri un bel sorriso è più che sufficiente e se non questo non li soddisfa vi basta mettere in pratica l’esercizio n.2 e il problema è risolto.

Esercizio n.5: ELIMINARE L’ASPETTATIVA. Nessuno, oltre a voi stesse, capirà davvero quanta fatica fisica e mentale( e quanto AMORE) vi ci voglia per sopravvivere a risvegli traumatici a suon di “latte, pipì,ho perso il ciucio,non voglio andare a scuola”, a colazioni ricche, nutrienti ed esteticamente gradevoli,alle corse per non arrivare in ritardo a scuola, ai 2137 promemoria che suonano ogni giorno per ricordarvi le riunioni con le maestre, le visite dalla pediatra,gli appuntamenti di lavoro,le vitamine per i bambini al cambio di stagione, le foglie secche da raccogliere per i lavoretti alla scuola materna,ifazzolettiibicchieridicartaivasettidivetroconcoperchiosaponeliquidofoglibianchia4 richiesti dalle maestre perchè la scuola è perennemente in deficit e bisogna provvedere, le bollette da pagare,l’affitto,l’offerta di plasmon al supermercato(inutile, non troverete mai il buono sconto che vi ha dato la cassiera 3 mesi prima e che avete messo nel portafoglio per essere sicure di ritrovarlo) e in ultimo, ma solo in ultimo, l’appuntamento dall’estetista per la ceretta.

Quando avrete lasciato i vostri ordinati,coordinati,puliti e profumati bambini a scuola e  vi presenterete degnamente vestite, truccate e pettinate in ufficio non aspettatevi che a qualcuno interessi se se per voi la giornata è già cominciata da 13 ore, se siete stanche, se avete mal di testa, se non farete in tempo a pranzare per tornare a prendere i vostri  profumatissimi figli con i quali farete merenda, giocherete fuori e dentro la vasca da bagno, cenerete, guarderete per la centesima volta le stesse scene dello stesso cartone animato in un continuo rewind e chiuderete la giornata guardandoli con  mentre dormono e pensando che l’amore per loro è COSI’ GRANDE che sì, ne vale la pena e lo rifareste 1000 volte.

Nessuno, oltre a voi stesse, capirà davvero quanta fatica e quanto amore vi ci voglia per essere madre,donna, amante,figlia,elettricista,ragioniera,multilevel,multitasking…..troverete sempre qualcuno che avrebbe svolto i vostri compiti meglio, diversamente, più velocemente.Qualcuno pronto a dispensare critiche mascherate da spassionati consigli, qualcuno che vi dirà che siete troppo ansiose, troppo protettive, poco concentrate…… per cui non affannatevi a cercare di soddisfare l’altrui aspettativa, fate le cose a modo vostro, come piacciono a voi, come ritenete sia meglio.E il resto del mondo….beh….che si fotta.

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Delle innegabili virtù dell’aceto e della sua incomparabile puzza

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L’aceto e’ miracoloso: pulisce alla perfezione qualunque superficie, fa splendere l’acciaio, non lascia aloni, si asciuga in tre secondi netti e usato caldo e’ ancora più miracoloso. Pero’ puzza. E non e’ vero che basta lasciare aperte le finestre dieci minuti per eliminare il problema : l’aceto spruzzato in tutta la casa si sente eccome e si trasforma magicamente in qualcosa di simile alla puzza di piedi. Forse dovrei provare con l’aceto di mele?

PATRIZIA REGGIANI: UN GRANDE ESEMPIO DI DOWNSHIFTING……

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La vedova Gucci rinuncia a semilibertà: «Non ho mai lavorato in vita mia»

Mi fa piacere.Mi fa piacere che la Sig.ra Reggiani abbia preferito il carcere al duro lavoro in un Ristorante (o in una Palestra, a scelta!) del centro di Milano.

In questo modo potrà

dedicarsi a curare le sue piante

chissà mai che decida di coltivare un orto in carcere, diventando così la portabandiera del movimento dei Downshifters Ortolani Italiani (DOI).

Inoltre

A San Vittore, Patrizia Reggiani ha anche un animaletto a farle compagnia, un furetto

….non vorremo mica lasciarlo solo per andare a lavorare????

Non vorremo turbare il delicato “equilibrio” raggiunto in carcere?Non vorremo rovinare la pace bucolica faticosamente guadagnata?

Senza contare che la Signora usufruisce già di permessi settimanali che utilizza per andare a trovare (giustamente) la madre e le figlie….dico io…che bisogno c’è di esagerare uscendo dal carcere ogni giorno che Dio manda in terra per andare a servire primi e secondi in un Ristorante?

Non si era detto di rallentare, di eliminare il superfluo, di “scalare marcia”??????

E la Signora scala!

Inoltre, a quanto pare, il carcere di San Vittore non è attrezzato per gestire detenuti in semilibertà, per cui nel caso la Signora dovrebbe trasferirsi nel supercarcere di Opera…..e chi ci garantisce che laggiù godrebbe degli stessi benefici ?Anni e anni (14 per l’esattezza, mica pizza e fichi) a costruire un’ oasi di serenità, a far crescere piante e fiori, ad allevare furetti per poi rinunciare a tutto così? Per un lavoro??NON SIA MAI.

Brava Signora Patrizia.Tenga duro.E pianti un pò di cavolo cappuccino.

Ecco il link all’articolo del Corriere

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_ottobre_18/patrizia-reggiani-semilibert%C3%83%C2%A0-piante-1901862340088.shtml

Fra l’altro….ieri ho pulito casa con l’aceto, ma non vorrei rubare spazio alla Signora Reggiani con le mie elucubrazioni sulle indiscusse e provate doti dell’aceto come metodo di pulizia.

Quindi dell’aceto parlerò domani.

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Ed e’ solo Lunedì ……
DRIIIIN!!!!!
Io” Buongiorno, la chiamo dallo studio medico per l’appuntamento con l’urologo
Paziente “…..0_0…..”
Io” ha chiamato questa mattina per chiedere un appuntamento, giusto?”
Lei “ah…..si….ma per mio figlio?”
Io”Si …… Se per lei va bene ho posto venerdì 28 alle 18.”
Lei “quando?”
Io “venerdì 28, alle 18
Lei ” venerdì 28?alle 18? Mi faccia controllare che giorno e’ il 28….ah ma e’ un venerdì!ok va bene. A che ora?”
Io ” alle 18….”
Lei ” con il neurologo ?”
Io ” con l’UROLOGO. non neurologo, UROLOGO”
Lei”ok, venerdì 28 alle 18 con il neurologo”
Io” perfetto. Arrivederci”
Clic….. Questa Non vedo l’ora vederla in faccia .

ILSENSOPRATICO

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Non sopporto le persone non dotate di senso pratico: quelli che quando si trovano di fronte a un pc che non funziona non provano  nemmeno a provvedere con un banalissimo riavvio,ma chiamano il tecnico.Quelli che quando la lampadina si fulmina chiamano l’elettricista per cambiarla, quello che non sanno avvitare una vite e picchiare un chiodo dentro al muro col martello.Quelli che hanno un rapporto distorto con gli oggetti, col mondo e con se stessi e a cui il cervello non suggerisce nemmeno la remota curiosità di scoprire come funziona, come si può sistemare, come si può ovviare all’inefficienza di un pc, di un tostapane, di una porta, di una lampadina senza dover per forza chiamare qualcuno a fare un lavoro idiota di trenta secondi che avrebbero potuto fare loro se solo la natura si fosse preoccupata di collegargli il cervello al resto del corpo anzichè al culo.

Che poi sono gli stessi che quando si imbattono in un termine nuovo e sconosciuto lasciano che rimanga nuovo e sconosciuto, un enorme buco nero, dentro al quale butteranno tutte le altre parole, gli altri concetti nei quali si imbatteranno nel resto della loro apatica, comoda e inutile esistenza.

Non sia mai che gli venga in mente di aprire un pc o un dizionario e cercarlo, quel termine.

Non sia mai che rischino di migliorare in qualcosa.

Per camminare dritti sul filo bisogna viaggiare leggeri.

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Stavo commentando il blog di http://downshiftingbaby.wordpress.com/ e mi è venuto in mente che ogni cosa, ogni avvenimento, ogni storia, che sia nostra o che sia degli altri, ci insegnano che la soluzione è “viaggiare leggeri“.

La soluzione non è mettere, ma TOGLIERE, ciò che ci serve è ciò che abbiamo già:l’essenziale.Che paradossalmente è anche la cosa più difficile da trovare.

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